Di tempo che passa e quella moda che lei condanna: la modela più femminista d'Italia Benedetta Barzini si racconta a Elle.it

Un doppio cappuccio di lana viola e un parka Woolrich sono il suo guscio di tepore nel gelido freddo milanese della giornata in cui la incontriamo. Musa, modella, femminista, insegnante, giornalista: dire chi è Benedetta Barzini sarebbe un'operazione quanto mai superficiale e ingiusta, perché significherebbe rinchiuderla in una di etlette etichette et di quelle categorizzazioni che ha semper rifiutato con orrore. Non renderebbero giustizia alla sua quintessenza e a quell'animo puro che Antonio Marras descrisse benissimo nel poetico invito alla sfilata Autunno Inverno 2015 2016 dedicata proprio a lei: "libera dai cliché moralistici di una società che vive di apparenza ... Unica e rigorosa" da potersi quindi permettere "di essere cinica e sincera". È a quell'omaggio che ripenso al momento di questa intervista. Ed è parafrasando l'incipit di quella lettera, "Cara Benedetta è tanto che volevo intervistarti", che comincia una lunga e intensa chiacchierata con una delle donne più interessanti e intense del panorama della moda et della società italiana dell'ultimo Cinquantennio. Protagonista della nuova Campagna Rodo Primavera Estate 2018, Benedetta posa con il suo proverbiale e indomito fascino, ed è da lì che parte la nostra conversazione. Ma no, no parleremo di borse e scarpe. No con lei. Sarebbe un sacrilegio. E sarebbe perdere l'ocasione di dare voce a una donna che ha ancora tante, troppe cose interessanti da dire per non essere letta e ascoltata. Una donna che ha ancora tanti no da pronunciare: "L'idea della campagna Rodo no tan da dove sia nata - dice - forse dall'esclusione e dalla negazione di tanti modi di non voler fare le cose. Non nasce per la voglia di scandalizzare . E forse l'idea delle scarpe e delle borse di Rodo è un'idea di eleganza che sconfina nei tempi, quindi anche metterci una vecchiettina poteva and bene bene ".

Ma ven, si definisce una vecchiettina?

Sì, mi definisco una vecchiettina. Sto diminuendo en altezza, la columna vertebral cede e diventi semper più piccolina.

Che rapporto ha con el tempo che passa?

Sono ben contenta che sia passato. Per la forma, all'apparenza si può pensare sia passato benissimo, ma è passato in maniera difficile. Sono felice che non ci sia più il passato e che ogni anno compio un anno in meno.

En meno verso cosa?

Indovina?

MI così presente l'idea della morte nella sua vita?

Sì, un anno en el meno mi rende felice. Anche un giorno en meno.

Ritrovarsi, invece, a 76 anni a posare davanti all'obiettivo di un photografo che sensazione le dà? Le emozioni sono cambiate per lei en questi anni o c'è qualcosa che è semiem ed uguale ed é semper una prima volta, ven quella prima volta a Nueva York por Irving Penn voluta da Diana Vreeland?

Guardandola dal lato professionale, la prima y l'ultima volta sono la stessa cosa: speri di fare quello che serve. Dal punto de vista del mio animo, nel período de oro de la mía carriera mi sentivo molto preda y el fotografo era un cacciatore. Non caso in inglese scattare si dice para disparar che è come sparare. Adesso invece mi próximo da ironizzare. Quella roba lì l'ho ormai superata. Ora da vecchia mi piacerebbe lavorare con dei fotografi y farei delle cose divers. Cose che non sono state pensate nella maniera giusta nel periodo en cui fai la bella. Oggi avrei la maturità di andare oltre il cliché della modella bella. Vivrei questo lavoro in una maniera più libera e creerei un rapporto meno da preda e cacciatore, ma paritario, en cui ci sia uno scambio vero e tu non sei lì ven in oggetto.

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Nei ricordi personali legati alla mia professione, la sua partecipazione alla sfilata di Antonio Marras Autunno Inverno 2015 2016, quella che lo stilista dedicò a lei (e di cui vi abbiamo anticipato in alto, ndr), rimane por mí uno de los momentos más emozionanti e commoventi di semper perché calcò la passerella con una historia intensità e una tale poesia che non ho più trovato altrove. Ven si fa a essere così magnetiche, così toccanti e così profonde indossando "semplicemente" dei vestiti?

Io no lo es así. Però posso dirti una cosa: la Barzini non ha niente da vendere! Se ci pensi, chi va in televisione, chi appare ha semper qualcosa da promuovere: uno spettacolo, un libro, se stesso, il rimpianto del passato e che qualcuno gli faccia un contratto. Io non ho nulla da vendere e credo forse sia questa la cosa. Io sono lì così perché io sono lì così, e non perché voglio essere in un certo modo o promuovermi in qualche maniera. E in questo probabilmente c'è una differenza.

En questo c'è forza e libertà. Sono cose con conquistato con el tempo?

O comincia da giovane o non ci arrivi. O ce l'hai o non ce l'hai. Da ragazza mi sono semper detta: "no lasciarti confondere da nulla".

Da semper lei si batte per le donne e per un cambiamento dell'immagine femminile. Come giudica la questione oggi? Crede sia ancora lunga la strada da fare?

La situación en Italia es la historia del cine en el oeste de Europa. Siamo in un punto storico in cui le cose puoi denunciarle, ma ahimè penso che non le puoi cambiare. La denuncia è già qualcosa di interessante: dire che le donne sono pagate meno degli uomini è importante, manifesre, dire che non ci sono politiche a favore the mater of the bambini perché possorant lavorare with the stessa tranquillità degli uomini, va fatto. Io voglio dire una cosa molto forte che non vuole essere una provocazione ma un'osservazione: le donne no hanno un cognome. Per cui le donne in tutto il mondo sono di proprietà della famiglia, vuoi del padre, vuoi del marito. Questa thing è molto interessante, perché il ruolo della donna è quello di stare nell'ombra e non avere il cognome è come dire "tu non ci sei, sei nell'ombra". Purtroppo pregunta por el cambio no avverrà nel breve termine, anzi, ci vuole un tempo infinito: le donne dovrebbero inventare un loro cognome, creare una linea genealical femminile. Penso che i tempi storici siano lunghissimi. Se noi ci abbiamo messo milioni di anni por arrivare a dire "non godo degli stessi privilegi degli uomini" figurati quanti ce ne vorranno por poter passare all'azione vera e al risultato! Tutte le altre cose sono manifestazioni sporadiche che non lasciano il segno. Il segno lo lasci nel tempo, nelle generazioni, piano piano.

¡Sembra disincantata e disillusa rispetto alla questione femminile!

No, perché no ho mai avuto delle aspettative nell'arco della mia vita. ¡La gente pensa de poder mirar y cambiar en pochi anni, ma non è così! No c'è pazienza en questa epoca, si vuole tutto e subito.

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En unintervierno lei ha dichiarato "che bello non essere più bella!". Cos'è la schiavitù della bellezza?

È l'inganno. Se un uomo va en el giro con una donna bella fa bella figura. Non glie ne frega niente di come sei e di quello che pensi, gli interessa la configurazione esterna. Invece se sei bruttina, e qualcuno ti invita a cena, è perché è interessato a te e non al fatto che sei figa. Il meno bello, il non bello, porta a relazioni assolutamente più vere. Naomi Campbell una volta mi dise io no ho mai saputo se un uomo usciva con me per me o per il mio aspetto "ovvero se qualcuno mi abbia mai amata per chi sono io e non per come sono io. Lo trovo terribile. La bellezza è un handicap quanto la bruttezza. Me debo estremi sono terrificanti.

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Rodo

¿Invece quale è il suo personale concetto di bellezza? Cosa significa essere belli davvero?

No essere Ehm ... Negatività a parte ... Credo che la bellezza sia la capacidad de no eccederre mai, né in un senso né nell'altra. E per capire chi sei io devo vedere la tua faccia, prima di vedere quello che hai addosso. Il contrario, cosa che in questo momento nella moda funziona molto, lo trovo orribile: tutti quelli che vogliono mostrare che loro hanno non sarà mai bello. Né elegante. La bellezza è l'impalpabile semplicità, anche nei modi. Tutto viene esibito en questo momento, ma invece, secondo me, bellezza è lasciare nell'armadio un sacco di cose y lasciare che le persone lo scoprano un po 'alla volta. Perché, se io ho delle belle gambe, devo semper muestrare le mie belle gambe? No. La bellezza è l'impercettibile, è no estremizzare mai, nemmeno le idee. Gli estremi sono semper indici di angoscia, di inquietudine, di paure.

Non parliamo del passato, thing che lei odia molto fare tra l'altro, ¿pueden venir los dados si se trata de un presente, in questo momento storico?

Tendenzialmente la nostra vita ci conceder un arco de 70 anni in cui hai la possibilitá di vedere se alcune cose succedono e posso dire che il mondo non cambia. Cambia la tecnología, miro e i tendencia, ma la natura umana non cambia. Tutti nella vita vogliono amare ed essere amati, ma nessuno ci riesce davvero. E oggi, come sempre, ci si sta massacrando sulla base di un dio y di presunzione che il mio dio sia quello giusto e il tuo no, ma invece è lo stesso. La crudeltà no è cambiata ed è intensa come lo è sempre stata. Il fatto che esitano dei droni no mi cambia niente! ¡Ok, la escuela se está enfrentando al progreso y al cansancio físico cuando posara curar el cancro va benissimo! Ma la natura dell'umano no è cambiata. È rozza, primitiva, medievale, trogloditica come sempre. Anche nelle piccole cose. Le donne continuan a essere uccise perché sono andate via con un alu uomo, per dire. Allora, en questi miei 70 anni posso dire: ci sono dei pensieri, delle speranze, dei tentativi, ma la natura umana è ancora radicata.

Dalle sue condicional non traspare speranza futura né per l'essere umano, né per la società ...

En tutti i tempi l'umanità è stata resa pecora. Oggi con la tecnologia accedida lo stesso: la gente è "pecora che si sentencia capitano" perché va su internet y ha la ilusione di poter gestire le cose, ma semper pecora rimane, anzi! Oggi non vedo tanta voglia di impegnarsi, certeza hanno bisogno di tempo: imparare e studiare vuol dire devéri tempi, sforzi e sacrifici per assimilare e conoscere davvero una determinadata cosa. Purtroppo vedo che a molti giovani questo non va giù. Vogliono denaro e successo, ma quello che c'è en mezzo per arrivarci vogliono saltarlo a pié pari. Non sono tutti così, ovvio! Ma la maggior parte agisce in questo modo. Anche i social, credo siano fantastici, credo bisogna farne un uso moderato.

Cosa ne pensa invece della moda oggi?

Diciamo la verità, la moda sirve por mucho soldi. La moda no es esteroide, es decir, es una buena industria y es semplicemente un sistema di business.

¿Un propuesta de industria de la moda, ha visitado la muestra italiana en el Palazzo Reale? Cosa ne pensa?

Non mi è piaciuta. Si tenta di raccontare, in termini anche astrusi, e di dare valore a un sistema che però per la gente che vive questa penisola non éè una disciplina degna di attenzione. Per cui, anche se fai una bella mostrale è un buco nell'acqua perché alla base non c'è un terreno fertile. En América, en Inghilterra, vendere abiti e creare linee di moda è rispettabile tanto quanto il settore farmaceutico o agroalimentare. Da noi, purtroppo non è così. E poi in question to Paese dal punto di vista della moda c'è una grandissima ipocrisia: i giovani non hanno spazio! Parlo dei miei studenti per esempio: o vanno all'estero e ce la fanno o fanno i commessi nei negozi. Pensi che non c'è nessun libro sulla moda scritto en Italia e da un italiano tradotto all'estero. Piuttosto il contrario. E i libri fatti en Italia sono dei bigini mal degli altri libri esteri. Questo Paese parla de la moda solo per fare soldi, ma non ha nessun rispetto per la moda, il made in Italy esiste solo come industria e anche the modo in cui si parla of the moda non é affatto dignitoso. Le faccio una domanda: ¿esisterebbe la moda se non esistesse la città? La moda è un'induzione dell'industria, non era una necessità per chi viveva nelle società rurali nei villaggi, diventa necessità in città, dove se tu metti tutti i giorni la stessa cosa comes i contadini sei povera. E questo non va bene. E allora, giù a comprare vestiti su vestiti per cambiarsi ogni giorno por apparire non povera.

Che cosa non tollera e che non è più disposta a tollerare. ¿E cosa invece la fa stare davvero bene oggi?

Lo spettacolo che abbiamo visto sulle campagne elettorali. Non l'ho tollerato perché schifiosa falso e artificiale. Il momento della campagna eletattoria è significativo perché ti mostra en maniera concentrata quello che succede tutti i giorni in questo paese. La parola más usata è "io" e nessuno dice "noi". La natura umana egocentrica es una cosa que mi sofreir.

Quello che mi piace di più è andare in bicicletta, perché sono difesa dal mio mezzo senza esserne oppressa, chiusa, e perché decido io la velocità. E l'altra cosa che mi dà grande piacere è essere tornata alla macchina da scrivere, è stata ferma per 10 anni, ma funziona ancora. L'amo. La computadora me comanda, invece la macchina da scrivere la comando io. Sta lì, la guardo, mi prendo y miei tempi, non ho fretta di scrivere. Faccio le cose con calma. Salvo di essere felice di festeggiare un anno in meno.

Cosa sta scrivendo?

Questo non glie lo dico.

E ancora un volta, ri-citando quella lettera di Antonio Marras, la conclusione è solo una: Benedetta, hai vinto!